Storia Attivita'

Capita' Grand Gourmet

Alvaro con la

moglie Iris

 

 

Da un’articolo di Antonio Baleani

su ERA ORA Notizie Recanati

 Alvaro Stacchiotti,

conosciuto come “Capità” (nella foto con la moglie Iris). Alvaro, con il suo talento commerciale, ha saputo saggiamente unire le sue intuizioni commerciali alla serietà professionale privilegiando il buon rapporto con la clientela. Nel suo caso si può parlare di record di longevità per i quasi 100 anni di attività  attraversando le grandi sfide del mercato e sapendosi abilmente destreggiare e sviluppare nel tempo. Ricordo che nell’ormai lontano 1950 si costruirono a Recanti le prime case popolari - la prima in via Badaloni al n° 8 all’incrocio con via Kennedy - fuori le mura, sotto il giardino degli Antici e dei PP.Cappuccini. A quel tempo lì c’era solo aperta campagna. In quel palazzo ho vissuto fino ai miei 26 anni con altre 10 famiglie per un totale di 53 persone di cui 33 giovani. Ricordo che si trattava di una grande famiglia e le chiavi delle abitazioni erano sempre appese alle porte e i rapporti umani contavano più di ogni altra cosa. Dal 1950 ci abitava anche Alvaro Stacchiotti con la moglie Iris, il fratello Francesco e i suoi cinque figli, Mauro, Assunta, Rolando, Attilio e Lorena.

Il primo ricordo di Alvaro è quello di un grande lavoratore: lui e suo fratello Francesco (Checco) iniziavano già a muoversi al mattino alle cinque, quando partivano con il camion per raggiungere i mercati. Rientravano alle tre del pomeriggio per il pranzo e, subito dopo, ricaricavano il camion per il giorno dopo. Il suo impegno nel lavoro non gli lasciava molto tempo libero, ma qualche volta Alvaro si fermava la sera a parlare con piacere con i condomini che, dopo cena, durante la buona stagione, si sedevano a cerchio di fronte al palazzo, mentre noi bambini giocavamo per strada.

 

 

Porta  marina nei primi decenni dello scorso secolo: a fianco il primo negozio di Capità

Alvaro era una persona molto attesa perche' ritenuta importante a causa del suo lavoro che gli dava la possibilità di girare e conoscere la gente delle altre città. Grazie al lavoro, aveva acquisito un’ottima capacità comunicativa ed era in grado di trovare la soluzione giusta ai problemi condominiali, sapendo sempre mettere d’accordo tutti attraverso la sua costante disponibilità. Ma il giorno più sospirato dell’anno, per gli abitanti del palazzo, era il ferragosto. Alvaro e la sua famiglia scaricavano il camion pieno di articoli, lo trasformavano in una specie di autobus con sedie e banchetti legati alle sponde e caricavano tutti sotto il telone e, con il pranzo preparato, si partiva per trascorrere una giornata al mare. Era una grande festa per tutto il vicinato. A quel

tempo il mare era lontano e non c’erano i mezzi che ci permettevano di raggiungerlo facilmente. Ci piace ricordare Alvaro non solo come lavoratore e commerciante o come una persona di grande carisma e con una forte carica umana, ma anche per il serio impegno nella politica che gli derivava dalla migliore cultura socialista e lo portava ad occuparsi seriamente delle problematiche della sua città.